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programma festival

Il cuore mio non dorme mai. Una e centomila passioni

TIPOLOGIA

Mostra digitale immersiva

PRESSO

Gallerie d'Italia - Torino | Sala Immersiva

ARCHIVI COLLEGATI
Polo del '900
Polo del '900
Torino - Piazzetta Franco Antonicelli
Polo del '900
Archivio Storico della Città di Torino
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Fondazione Museo delle antichità egizie
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Torino - Via Accademia delle scienze, 6
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Archivio Ferragamo
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Museo Archivio Reale Mutua
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Torino - Via Giuseppe Garibaldi, 22
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Archivio Storico e Museo Lavazza
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Torino - Via Bologna, 32
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Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
Torino - Via del Carmine, 14
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Gli Archivi Storici dell'Unione Europea
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Gli Archivi Storici dell'Unione Europea
Archivio Storico - Museo Nazionale del Cinema
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Archivio IREN Storia
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Archivio Italgas Heritage Lab
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Torino - Corso Palermo, 4
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Biblioteca Museo Teatrale SIAE
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Roma - Viale della Letteratura, 24
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La differenza tra passato e futuro esiste solo quando c’è calore.

Perché il calore passa dalle cose calde alle cose fredde, producendo una trasformazione che si chiama memoria. E cosa libera più calore di una passione che brucia? 

È dalle passioni dunque che passa la via per generare i cambiamenti. Ed è dagli archivi, depositari del nostro passato, che si disegna la possibilità di ricombinare e generare nuovi mondi possibili, mischiando all’infinito i tasselli della memoria che preziosamente custodiscono.

Ecco allora: se il calore genera la memoria del mondo, le passioni che bruciano sprigionano la possibilità del futuro. Un futuro che ancora non conosciamo ma che gli archivi possono aiutarci a costruire, dialogando tra loro.
 

Leggi il foglio di sala.

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La mostra sarà visitabile per il pubblico di Archivissima dal 7 al 9 giugno prima di ogni incontro e talk organizzato nell'ambito del programma del festival.

INDICAZIONI AGGIUNTIVE

La mostra sarà visitabile per il pubblico di Archivissima dal 7 al 9 giugno, prima di ogni incontro e talk organizzato nell'ambito del programma del festival.

CREDITI

La colonna sonora della Mostra immersiva

Violin Concerto n.1 EsoConcerto II Adagio - di Ezio Bosso

Esoconcerto nel nome, oltre alla traccia dell’afflato esoterico della ricerca appena descritta, porta il segno della dedica al pittore di origine savonese Eso Peluzzi (1894-1985), che Ezio Bosso conosce indirettamente, andando a vivere a Monchiero Alto nell’estate del 2003. Il Maestro Bosso si trasferisce assieme ad Annamaria Gallizio proprio nella casa che era stata del pittore e conosce Antonietta Tartaglino Oneglia, per tutti Nietta, vedova di Eso Peluzzi. Con Nietta nasce un rapporto di amicizia e Ezio Bosso entra in contatto con il mondo di Peluzzi, con il quale trova un’affinità. Da un lato, in comune, c’è la scelta dello stesso luogo ritirato per produrre le proprie opere e il vivere a distanza di tempo le stesse stanze, gli stessi luoghi. Dall’altro forse anche l’attrazione per gli strumenti ad arco che Peluzzi, figlio di un liutaio, fa divenire soggetti di tante nature morte nei suoi oli.

A Monchiero Alto nel 2005, in occasione del ventennale della morte di Eso Peluzzi, Ezio Bosso esegue Esoconcerto e lo dedica al pittore. Nell’ottobre di quello stesso anno, sempre a Monchiero, registra la prima versione del concerto (i timpani non sono ancora presenti) all’interno dell’Oratorio dei Disciplinati, che era divenuto l’atelier di Peluzzi già nel 1963. La registrazione a cura di Hector Castillo, ingegnere del suono di Philip Glass, verrà mixata da Dan Bora e lo stesso Ezio Bosso nei Looking Glass Studios di New York.

Le foto che avremo in mostra relative ad Ezio Bosso risalgono al medesimo periodo di Esoconcerto e sono tratte dal fondo donato da Alessandro Asteggiano, fotografo confluito nell'archivio della fondazione Gramsci al Polo del '900.