il festival e la notte degli archivi
Dal 4 al 7 giugno Archivissima va alla ricerca di “quello che non c’è”. Interrogando gli archivi e gli enti, per capire che rumore fanno il silenzio e le assenze.
Per l’edizione 2026, oltre 500 enti, il 25% in più di nuove adesioni, 20 reti territoriali e tematiche e circa 250 eventi in presenza sul territorio, un interno palinsesto dal vivo a Torino e centinaia di contenuti digitali inediti confermano ancora una volta che Archivissima è una festa attesa da tutti gli archivi e che la Notte degli Archivi si riconferma un cammino di valorizzazione e promozione degli enti e dei patrimoni storici, unico in Italia e in Europa.
Archivissima special un ettaro di cielo
la notte degli archivi e per noi le stelle
video l’occhiale indiscreto
podcast le ombre bianche
racconti soltanto le parole
archivi il tempo dietro il tempo
Per conquistarmi il cielo, per guadagnarmi il sole.
Quello che non ho
— Fabrizio De Andrè
L’immagine del manifesto di Archivissima 26 appartiene all’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo.
La foto, scattata il 7 giugno 1949, ritrae una donna, in vespa, intenta a guardare alcuni manifesti di località turistiche. Lo sguardo è indirizzato in alto, lungo una direttrice che spazia oltre i cartelloni pubblicitari, verso qualcosa che non si vede. È “quello che non c’è”: qualcosa di là da venire, evocazione di un desiderio, il simbolo di una speranza. L’indeterminato lascia spazio anche al suo doppio: l’assenza, la rimozione, l’incompiuto, che affiorano dai dettagli nell’immagine, ora un frammento di manifesto, una sagoma cancellata, un contorno da tracciare. Ad unire segni e senso, è un gesto ancora da compiere: quello di unire i puntini tracciando una linea piena, che dia forma, ed esistenza.


