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Archivio RitrovaTA
Archivio RitrovaTA
Taranto - Via Cataldo Nitti, 155
Archivio RitrovaTA
Disponibile dal 5 giugno.
Autore: Giovanni Talamo
Scuola/Classe: Archivio RitrovaTA ETS

In una sala di restauro, l'archivista Mimì proietta una bobina Super 8 senza nome, arrivata da una casa svuotata dopo un funerale.
Il filmino è fatto quasi solo di fiori: una rosa rosa contro il cielo, una facciata con finestra avvolta dalle rose, un roseto fuori fuoco, calendule, un'ultima gazania nitida come un quadro. In mezzo, tre immagini che non sono fiori — un gatto che si volta e guarda l'obiettivo, l'unico sguardo ricambiato di tutta la pellicola; e una luna pallida di giorno, l'unica volta in cui la cinepresa si alza verso il cielo. Poi la pellicola si degrada e muore: la muffa ha divorato proprio gli ultimi metri, quelli che forse avrebbero rivelato un volto dietro la finestra.
Mimì, segnata dalla morte recente della madre, capisce che il vero soggetto del filmino non sono i fiori, ma la persona che li ha scelti, amati e ripresi per anni — una mano che invecchia di inquadratura in inquadratura — e che ora non ha più né nome né volto.
Davanti al campo "Soggetto" della scheda di catalogo, vuoto, decide di disobbedire alla regola che vieta di inventare, e scrive l'unica verità possibile su chi non c'è più.

CREDITI

Le città invisibili di Italo Calvino, in particolare la città di Bauci, sospesa nel cielo, i cui abitanti contemplano col cannocchiale la propria assenza sulla terra — immagine richiamata dal gatto che, solo fra tutti, "vede chi non c'è", e dalla luna diurna come ciò che è presente e invisibile insieme.
Quello che non ho di Fabrizio De André, citata nel concept del festival, per la tensione verso ciò che manca.
Il fascino del cinema amatoriale e del found footage di famiglia (Super 8, home movies), e la riflessione sull'archivio come luogo dove la sopravvivenza materiale e l'oblio convivono.
I dieci fotogrammi reali del filmino, che ne costituiscono la struttura: il racconto segue esattamente la loro sequenza, dalla prima rosa fino al fotogramma finale corroso.