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LA POLTRONA CHE NON C’ERA: Piero Bottoni e la poltrona per la “Sala d’attesa di un medico” alla Triennale del 1936

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Colombo's Archive - L'Archivio Vivo di Antonio Colombo
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Milano - Via dei Pestagalli, 31
Colombo's Archive - L'Archivio Vivo di Antonio Colombo
Available from 5 giugno.

Ricordare è redimere, rendere vivo e futuro, diceva il filosofo tedesco Walter Benjamin negli anni Trenta del secolo scorso.
Rendere vivo e visibile quello che non c’è e che altrimenti andrebbe irrimediabilmente in frantumi nel calderone superficiale dell’oblio, grazie a quello che c’è. Anche e, soprattutto, a questo serve un archivio “vivo”.
Il Colombo’s Archive è un luogo che riesce a ridare vita e ad aprire al futuro le tre anime di Antonio Colombo: ciclismo, arte e design. Ciascuna di queste componenti è infatti distribuita in parti uguali: 33% ciclismo, 33% arte, 33% design. L’1% mancante è ciò che (ancora) non c’è, ma che l’archivio è in grado di rendere – se possibile - presente: il futuro.
Esempio perfetto di “reperto” d’archivio in grado di mostrare anche ciò che non c’è è la poltrona per la “Sala d’attesa di un medico” disegnata da Piero Bottoni nel 1936 per la VI Triennale di Milano. Si tratta infatti di un oggetto che, paradossalmente, in realtà non c’è: quella conservata nel Colombo’s Archive è in realtà infatti una variante – un esemplare unico - della poltrona progettata originariamente da Bottoni. Si tratta di un modello imbottito in Gomma Piuma - brevetto originale Pirelli – e arricchita da relativo poggiapiedi.
Tuttavia l’originale fu concepita dall’architetto milanese appositamente per uno scopo preciso: consentire al paziente in attesa di alleviare il suo dolore, di sentirsi più leggero e comodo: incentrata su un innovativo incrocio “a telaio elastico” in tubolare metallico Columbus, che al tempo stava via via sostituendo il legno, era in grado infatti di garantire un maggiore molleggiamento e una maggiore flessibilità a chi si trovava ad attendere.
La rivista “Natura: Due arredamenti con mobili in acciaio alla VI Triennale” - oggi consultabile al Colombo’s Archive - recita così: “la funzione estetica e utilitaria dei mobili si arricchisce di un significato ospitale che si riflette fedelmente nella psiche dei pazienti ai quali una poltrona scomoda, nella cornice di un arredo antiquato può far sentire più acuto il tedio di una troppo lunga anticamera”. La poltrona e l’intero progetto di Bottoni per la Sala d’attesa di un medico, quasi un secolo dopo, grazie a questo esemplare ci fanno riflettere sull’importanza del progettare spazi il più possibile umani e confortevoli.
Sempre in quella pubblicazione del ’36 si legge: “queste poltrone danno, a chi vi si sdraia, l’impressione di staccarsi dal suolo”. Questo arredo rappresenta, inoltre una testimonianza del ruolo di spicco rivestito da Columbus negli anni Trenta nell’ambito delle Triennali: ricordiamo che l’azienda milanese fu presente anche all’edizione del 1933 con la “Stazione per aeroporto”, per la quale l’artista futurista Prampolini scelse sedute e scrivania in acciaio Columbus
Quello che non c’è rivive attraverso quello che c’è.
A questo serve un archivio che sia “vivo”.

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Colombo's Archive