racconti
Il custode dei sogni in matita
Il racconto trae ispirazione dai materiali consultati presso l’Archivio Storico di Unipol.
Planimetrie, plastici, fotografie e documenti legati a progetti edilizi hanno offerto spunti per riflettere sul rapporto tra idea progettuale e realizzazione concreta, mettendo in evidenza come alcuni interventi abbiano subito trasformazioni nel tempo, talvolta non completamente documentate nei materiali d’archivio ma tramandate anche attraverso fonti orali.
Da queste tracce, visibili e invisibili, nasce un lavoro che interpreta l’archivio non solo come luogo di conservazione, ma come spazio di immaginazione, ricerca e rilettura del passato: un invito a guardare oltre ciò che è rimasto documentato, per riportare alla luce ciò che nel tempo è stato accantonato, trasformato o dimenticato, rendendo nuovamente visibile “quello che non c’è”.
“[...] La sua missione non era più trovare "quello che non c’è", ma aiutare a rendere visibile ciò che era stato semplicemente messo da parte. Mentre camminava sotto i portici verso la sua prima riunione ufficiale, Matteo sentì che la sua determinazione aveva finalmente trovato uno scopo più grande [...]”.
Archivio Storico CUBO Unipol