Home page

video

Quello che non c'è: Riflessioni su ciò che manca negli archivi

QUANDO

venerdì 05 giugno ore 18:30

TIPOLOGIA

video registrato

ARCHIVI COLLEGATI
Gli Archivi Storici dell'Unione Europea
Gli Archivi Storici dell'Unione Europea
Firenze - Via Bolognese, 156
Gli Archivi Storici dell'Unione Europea
0

Come ogni ente Archivistico, "corriamo dietro" ai documenti per preservare o ricomporre al meglio la memoria storica, sia per rispondere alle domande delle amministrazioni, del pubblico (compresi i ricercatori universitari) che al famoso ‘dovere di memoria’.
Nelle amministrazioni ormai, ci si organizza sempre più in anticipo, cioè a monte della catena di produzione documentaria, per razionalizzare il suo flusso ed assicurarsi che i pezzi vengano conservati nel modo più completo per poi, nelle tempistiche opportune, esser resi accessibili al pubblico. Però non tutte le carte o altri supporti archivistici hanno un’origine prettamente amministrativa e/o pubblica. Ed in questo caso, è ancora più facile che venga a mancare il materiale, cioè che ci siano dei ‘buchi neri’, senza che abbiamo per forza una spiegazione.
Le ragioni del mistero sono spesso le perdite, le distruzioni, i traslochi, etc... Per fare un esempio, ci sono stati chiesti diverse volte, in questi ultimi anni, i documenti del gruppo parlamentare dei Comunisti apparentati al PE. Non ci sono!
Possiamo anche citare i documenti di alcuni movimenti pro-europei, come quelli della Fédération, attiva già dal dopo-guerra. Non ci sono!
Esistono dunque tante lacune OGGETTIVE negli archivi, lacune che hanno in ogni caso una storia propria, legata alle peripezie della loro custodia. Si potrebbe aggiungere che alcune tematiche, magari di stampo più sociologico, etc., non erano ritenute, come oggi, di interesse storico e hanno potuto esser tralasciate nei criteri di ritenzione.
Va fatta però un'altra considerazione che ci conduce verso un altro tipo di lacune, ovvero quelle di tipo SOGGETTIVO. Infatti, come un mosaico, gli archivi riflettono la Storia, con i suoi tempi istituzionali, politici e culturali. Per fare un esempio concreto, come quello della storia delle donne, come mai conserviamo molto meno collezioni provenienti da figure dell’altra metà del cielo? A volte ce l’hanno chiesto. È semplicemente perché i contributi femminili specificamente politici o scientifici erano, fino ad un periodo recente, poco frequenti. Non corrispondevano al loro ruolo principale nella società. Quando poi questi contributi esistevano, spesso le donne alle quali erano riconducibili rimanevano nell’ombra, in particolare dei familiari.
Dunque, la lacuna, che in questo caso non è più dovuta ad una scomparsa, ma ad una domanda anacronistica, va contestualizzata, spiegata, in questo caso in relazione con l’evoluzione della condizione femminile.
Idem se si parla di registrazioni audio o video, la cui evidenza odierna può far dimenticare la relativa contemporaneità. L’evoluzione del sapere fa sì che le condizioni tecnologiche di ieri non erano quelle di oggi. Non esistevano certi "prodotti" o erano molto più rari, preziosi: è il caso delle fotografie, dei filmati, degli audio che inoltre, quando ci sono, presentano spesso delle lacune oggettive, perché molto fragili. Perciò, risalendo a certe epoche, ci possiamo ritenere doppiamente fortunati a trovarli. Nel caso contrario, c’è chi non si capacita davanti alla frustrazione e su un registro onirico, rimpiange di non poter sentire la voce di tale grande figura.
In conclusione, per tutte queste ragioni, possiamo dire che ci sono mancanze oggettive che sono veri vuoti e lasciano il silenzio; e mancanze, invece, che sono significative, che parlano della nostra Storia, fatta anche nelle sue fonti di luci e ombre, pieni e vuoti, incavi e rilievi, presenze ed assenze, di quello che c’è e di quello che non c’è.

 

Testo descrittivo di Catherine Previti Allaire

CREDITI

Historical Archives of the European Union