racconti
La notte delle pellicole: cronache di un passato cancellato
Questo breve racconto nasce dalla fantasia, dall’impegno e dalla creatività di un gruppo di studenti delle classi 3AM, 4AM e 4BM dell’indirizzo di Meccanica e Meccatronica dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Amedeo Avogadro” di Torino - Imparato Antonio, Inzerillo Valerio, Fetescu Davide e Olarean Marian Stefan - che hanno partecipato con entusiasmo e dedizione alla realizzazione di questo progetto.
L’intento che ha guidato il nostro lavoro è nato a seguito del corso POC dal titolo: “Luce, macchina, azione. Viaggio nella storia del cinema”, un percorso formativo extracurricolare dedicato alla scoperta del linguaggio cinematografico e delle sue principali espressioni artistiche.
Da questa esperienza è scaturita la volontà di rendere omaggio alle grandi distopie del Novecento, ispirandoci in particolare a George Orwell, scrittore e giornalista britannico autore di 1984 e La fattoria degli animali e a Fritz Lang, regista e sceneggiatore austro-tedesco autore del celebre film Metropolis.
Attraverso questo racconto abbiamo cercato di comunicare un messaggio profondo: la memoria è ciò che rende libero l’essere umano. Quando il passato viene manipolato, cancellato o riscritto, anche la verità diventa fragile e le persone finiscono per accettare come reale ciò che qualcuno decide di mostrare loro.
Nel testo, le pellicole cinematografiche diventano il simbolo della memoria autentica: custodiscono emozioni, volti, momenti felici e frammenti di umanità che il regime tenta di eliminare per controllare il presente. Attraverso la lotta dei protagonisti abbiamo voluto rappresentare non soltanto una ribellione politica, ma soprattutto una difesa del diritto di ricordare.
La frase di Italo Calvino, «Non riesce a vederlo, ed è arrivato», assume così un significato centrale: spesso ciò che abbiamo davanti agli occhi passa inosservato, finché non rischiamo di perderlo per sempre. In questa prospettiva emerge anche la figura dell’esploratore, simbolo di chi sceglie di andare oltre le apparenze e di cercare, con coraggio e curiosità, ciò che il tempo o il potere cercano di nascondere. Come esploratori della memoria, i protagonisti del racconto cercano di riportare alla luce tracce di un passato dimenticato, restituendo voce a ciò che rischiava di essere cancellato per sempre.
Nel racconto, infatti, gli archivi, le pellicole e gli oggetti analogici sono sempre esistiti, ma nessuno era più capace di riconoscerne il valore.
Il finale amaro della storia rende ancora più forte questa riflessione: anche quando la verità viene divulgata, il potere prova immediatamente a cancellarla e a trasformarla in propaganda. Tuttavia il sacrificio dei protagonisti non è inutile, perché dimostra che esisterà sempre “qualcuno” disposto a cercare la verità, a custodire la memoria e a tramandarla agli altri.
Ringraziamo per la collaborazione, due ex studenti dell’ITIS “A. Avogadro”: Jacopo Di Stasio e Simone Valsania e i docenti che ci hanno guidato in questa bella esperienza i Proff. Critelli Maria Eugenia, Sapioli Francesco e Marramao Domenico.
Infine, un vivo ringraziamento a Susanna Gianandrea e Ombretta Novelli di Rai Teche Mediateca-Torino e a Carlo Conversano di Rai Teche Tecnologico che ci hanno accolti e supportati nello sviluppo di questo lavoro.