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Lettere ritrovate - La straordinaria impresa editoriale dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio
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venerdì 05 giugno ore 18:30
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In occasione della rassegna nazionale “Archivissima 2026” dedicata al tema “quello che non c’è”, il Centro Studi Piemontesi ha scelto di partecipare presentando l’eccezionale esperienza di studio e di ricerca del professor George Virlogeux (1936-2024), curatore dell’edizione completa dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio per i tipi del Centro Studi Piemontesi.
Jean Gabriel Georges Virlogeux, detto Georges, nacque a Saint-Pourçain il 12 aprile 1936. Dopo gli studi magistrali si laureò nel 1960 all’Università di Lione in Italianistica, con una tesi su Giacomo da Lentini diretta da Jacques Goudet.
Nel 1961 iniziò a insegnare Lingua e Civiltà italiane al liceo di Salon-en-Provence e si stabilì a Lançon-en-Provence, dove visse con la moglie Maryse in una tipica casa provenzale del 1834. A Lançon sviluppò un forte impegno civico: nel 1971 fondò l’associazione culturale La Bergerie, fu consigliere comunale dal 1983 al 1995 e sindaco dal 1995 al 2014. Parallelamente intraprese la carriera universitaria ad Aix-en-Provence, dove dal 1967 al 2002 insegnò Lingua, Letteratura e Civiltà italiane come professore ordinario.
Il suo impegno di studioso lo ha portato – tra le altre cose – ad essere membro del Comitato Scientifico per l’Edizione Nazionale delle Opere di Alessandro Manzoni, socio corrispondente della Deputazione Subalpina di Storia Patria e membro del Comitato Scientifico della rivista «Studi Piemontesi».
Negli anni ha pubblicato vari saggi di argomento ottocentesco e di ecdotica dei carteggi in riviste francesi e italiane; tuttavia, il suo maggior contributo è stata la raccolta, la cura e la pubblicazione in dodici volumi dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio, per le edizioni del Centro Studi Piemontesi di Torino: vera e propria “impresa” editoriale che lo ha visto impegnato dal 1987 al 2021 e per la quale ha ottenuto il conferimento dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004.
Come un vero collezionista, dopo aver raccolto tutte le lettere azegliane già edite nei saggi e nelle pubblicazioni di chi lo aveva preceduto, passò gli anni successivi alla ricerca delle lettere inedite, dando alle stampe un primo compendio dei propri studi nella «Rassegna Storica del Risorgimento» del 1981. Al contempo, sin dal 1971, Virlogeux mantenne un proficuo rapporto con lo storico Alberto Maria Ghisalberti (1894-1986), docente di Storia del Risorgimento all’Università La Sapienza di Roma, il quale con estrema generosità condivise i risultati delle proprie ricerche sulla corrispondenza azegliana, donando al professore francese i suoi appunti di studio e 1.700 schede relative alle fonti documentarie da lui reperite.
Parimenti, un altro sostegno importante al lavoro di Virloguex giunse dal prof. Carlo Pischedda (1917-2015), docente di Storia del Risorgimento presso l’Università di Torino, il quale non risparmiò consigli e aiuti, forte dell’esperienza maturata come curatore dell’Epistolario di Camillo Benso di Cavour.
Negli anni Virlogeux ampliò e approfondì il campo delle proprie ricerche interpellando in maniera puntuale e sistematica tutte le Soprintendenze Archivistiche, gli Archivi di Stato, le Biblioteche Nazionali e le più importanti Biblioteche Civiche d’Italia, insieme ad alcuni musei e a diversi soggetti privati italiani e non (come istituti di ricerca, centri studi e famiglie), chiedendo informazioni sugli eventuali documenti azegliani da questi conservati.
Testo e documentazione: Andrea Maria Ludovici
Montaggio video: Tomaso Cravarezza